Il vantaggio di essere uno speleologo scarso

Molti anni fa, durante le mie prime esperienze in grotta, mi resi conto che forse non ero poi quel fenomeno che credevo di essere.

In molte situazioni vivevo spesso momenti di ansia e paura, proprio quando avrei dovuto invece essere calmo e tranquillo.

Ricordo ad esempio “anaconda” un lungo meandro che scovammo in un nuovissimo abisso sulle Alpi Apuane e che ci portò in breve a realizzare una fantastica congiunzione.

Il solo trovarmi oltre quel passaggio mi faceva sentire in una vera e propria trappola per topi, e la gioia e la soddisfazione di aver scovato qualcosa di interessante venivano smorzate da quel pensiero.

Ricordo inoltre che il solo oltrepassare un pozzo cascata, che in caso di aumento delle acque ci avrebbe sbarrato momentaneamente la strada, mi metteva in un forte stato di disagio, anche se non vi era in quel momento alcun pericolo oggettivo.

Vuoi sapere cosa successe poi? Mi arresi a questi pensieri e smisi di fare speleologia.

Ehi, ovviamente sto scherzando…

Col cavolo che mi arresi all’idea di non godermi la grotta, e di rimanere in qualche modo uno speleologo mediocre, tutt’altro, ebbi invece la forza di usare questa cosa a mio vantaggio, e anziché scoraggiarmi, l’essere consapevole di avere ancora tanto da imparare mi portò, al contrario, a buttarmi, ad osare, ad allenare le mie capacità mentali, a scoprire ciò che facevano i più bravi, a mettermi per così dire ” in uno stato di ascolto”, che mi spinse sempre più a migliorarmi.

E scoprii piano piano che la perseveranza era molto più importante del talento.

Se fossi stato già abbastanza bravo probabilmente non mi sarei mai lanciato in una ricerca così sfrenata, così meticolosa, di ogni più piccola astuzia, abilità, per entrare in contatto con la grotta, per perfezionare la mia progressione, per ottimizzare il trasporto dei materiali ad esempio, organizzarmi con efficenza, e Speleo Efficace sicuramente non sarebbe mai nato.

Paradossalmente molti speleologi più bravi di me, hanno avuto percorsi diversi, e in un certo senso meno appaganti.

Quando i sentimenti dominanti che hai infatti sono la superbia e la presunzione, quando pensi di essere già bravo in sostanza, é un bel problema, poiché arrivi a facili conclusioni e ti convinci che le cose che stai facendo siano anche le migliori.

Col senno di poi l’essermi sentito in principio inadeguato, poco preparato, e in un certo senso “limitato”, ha giocato a mio favore,  e se anche tu avrai la fortuna di intercettare – come é successo a me – maestri di grotta molto abili, quando sarai ancora acerbo e libero da pregiudizi, ne apprenderai sicuramente i codici, le basi, e le questioni essenziali.

Alla prossima, Fabio Bollini

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