IPOTERMIA: perché può essere FATALE l’aiuto dei compagni

Ciao, oggi sarò brutalmente diretto con te.

Immagina di essere impegnato in un esplorazione. E sfortunatamente un tuo compagno di squadra a forza di strisciare nel fango e per via della bassa temperatura della grotta si ritrova dopo qualche ora stremato, esausto e in uno stato di ipotermia.

E anche se lui non ne è pienamente consapevole, tu lo guardi e ti rendi immediatamente conto che in quelle condizioni sarà difficile che ne venga fuori. 

Ora, te lo chiedo così, a bruciapelo, che fai?

La reazione normale e istintiva potrebbe essere quella di spostarlo, frizionarlo e massaggiarlo vigorosamente al fine di trasferirgli calore il più velocemente possibile, ma appena pochi minuti dopo il tuo intervento un arresto cardiaco potrebbe provocarne brutalmente la morte!

Mi spiace utilizzare un’immagine così forte, ma lo faccio per una giusta causa quindi spero mi perdonerai.

Ed é proprio così, e la mia non é affatto un esagerazione, perché questo é esattamente quello che potrebbe succedere se non sai esattamente cosa sia meglio fare in questi casi.

Prendere freddo in grotta é davvero molto semplice, e le probabilità che un evento del genere si verifichino non sono poi così scarse.

L’ipotermia é una condizione subdola, con tempistiche di sviluppo a volte molto più veloci di quello che si immagina, e che finisce per sottrarre completamente le forze al malcapitato, soprattutto se bagnato, fargli perdere lucidità, impedirgli di muoversi correttamente, e trasformarlo al pari di un bambolotto rotto…

Se non sarai in grado di far fronte ad una situazione del genere quindi, finirai per prendere decisioni basate sulle tue “sensazioni”, che detta in altri termini significa che é molto probabile che ti focalizzerai nel fare proprio ciò che non va fatto.

Al contrario, agire bene e subito, nella giusta direzione, senza improvvisare, senza commettere passi falsi, dato che in quei momenti avrai zero tempo da sprecare, potrebbe far prendere un’altra piega alla vicenda e quell’avventura rimanere solo un brutto ricordo.

In queste righe pertanto voglio darti 3 step fondamentali per non trovarti MAI in una situazione da incubo come questa:

1.

Il primo é comprendere. Essere consapevole che in grotta o in montagna in generale l’ipotermia non é un evento così raro, ma al contrario può colpire anche il più forte del gruppo o quello con più esperienza. Le variabili sono tante, stanchezza, disidratazione, situazione psicofisica, ecc.

2. 

Il secondo punto è “riconoscere il problema”, cioè rendersi conto di quando qualcuno potrebbe essere a rischio ipotermia, perché è esattamente in questa fase che si gioca il grosso della partita, quando é ancora possibile recuperare la situazione, prima che le condizioni si inaspriscano. 

Quando la temperatura si abbassa infatti, il malcapitato potrebbe risultare apatico, confuso, perdere la capacità di rispondere, di pensare in maniera lucida, tremare in maniera incontrollata, lamentarsi di freddo e fatica, barcollare, cadere, o essere incapace di muoversi correttamente.

Se é il caso metti una mano sul torace del compagno e se non ne avverti calore significa che si tratta di un ipotermia severa.

3.

Il terzo punto è mettere in atto la strategia per combattere l’ipotermia, e cioè:

  • Spostare il malcapitato con delicatezza, limitandone il più possibile i movimenti (specialmente se bruschi) in una zona asciutta, ma SOLO nelle immediate vicinanze.
  • Fargli togliere eventuali indumenti bagnati
  • Fargli indossare, se possibile, indumenti asciutti
  • Coprirgli la testa
  • Fargli bere qualcosa di caldo (no alcol)
  • Fargli acquisire calore con la tua vicinanza o quella di un’altra persona, perché come ci dice la fisica, il calore viene sempre disperso da un ambiente o corpo caldo verso quello più freddo.
  • Metterlo sotto un poncio o un telo termico con una candela o un fornello ma facendo attenzione a fargli prendere calore piano piano e privilegiando inizialmente gabbia toracica, collo, addome e inguine.

L’ipotermia è una condizione in cui la temperatura corporea scende sotto i 35°C. e spostare eccessivamente il malcapitato, oppure massaggiarlo con vigore, potrebbe rischiare di far mescolare il sangue freddo periferico con quello relativamente più caldo al centro, con ulteriore abbassamento della temperatura centrale e provocare l’arresto cardiaco e la MORTE.

Come avrai capito quindi le cose da NON FARE sono molto più importanti di quelle da fare. 

Questo é solo uno dei tanti aspetti di cui parleremo al Corso Speleo Efficace, e in cui Romeo Uries, speleologo e specializzato in tecniche di primo soccorso e medicina di montagna ci darà un bel malloppo di informazioni e dritte a riguardo.

Se vuoi saperne di più clicca qui: Corso Speleo Efficace

Ciao e buone avventure, Fabio Bollini

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